giovedì 5 maggio 2011

Alla deriva nel nulla

Non so, più ci penso e più non mi sembra possibile. 
Sono seduto qui, davanti al computer e ho iniziato a scrivere queste righe, ma davvero non so come raccontare ciò che è accaduto oggi. 
Ho passato il pomeriggio a discutere con Swanson e gli altri. Vista l'eccezionalità del tempo atmosferico il Comandante Olsen ha accettato di farci uscire in coperta tutti insieme e si è unito a noi insieme all'intero comparto degli ufficiali di plancia.
Dunque...
La primissima stranezza che abbiamo notato non appena ci siamo svegliati, intorno alle 6.00 a.m., è stata la temperatura. Faceva incredibilmente caldo e all'inizio abbiamo pensato ad un ennesimo guasto nell'impianto di riscaldamento. Poi ho guardato  fuori dall'oblò e mi sono accorto che ogni traccia di maltempo era svanita, il cielo era di un blu intenso, senza neppure una nuvola, il mare era piatto e trasparente, tanto che sembrava di navigare ai tropici, piuttosto che sul gelido mare di Barents.
Desiderosi di sapere se avessimo avvistato terra, io e Keller siamo saliti in plancia e abbiamo chiesto di parlare con il Comandante. Non pensavamo che avrebbe accettato di vederci, ma con nostra somma sorpresa siamo stati invitati ad accomodarci sul ponte di comando.
Olsen stava scrutando il cielo dall'ampia finestra dinnanzi al timone. Aveva in mano un grosso binocolo nero, piuttosto vecchio ma ben tenuto.
Quando ci siamo avvicinati mi ha fatto cenno di seguirlo e siamo usciti in coperta. Non capivamo cosa volesse o perché si comportasse in modo così strano, ma visto che per una volta non ci aveva preso a male parole lo abbiamo seguito senza fare storie.
Fuori la giornata era splendida e faceva così caldo che abbiamo dovuto toglierci il cappotto imbottito e i maglioni. Rimasti in maglietta a maniche corte ci siamo resi conto con stupore che stavamo benissimo. Ero curioso di domandare a Swanson cosa ne pensasse di quell'ondata di caldo improvvisa, quando Olsen mi ha guardato dritto negli occhi e ha indicato il cielo.
Io ho sollevato lo sguardo, seguendo il suo dito come un idiota. Ho scrutato a fondo, ma non ho visto nulla che non fosse il cielo blu intenso.
E' stato allora che me ne sono accorto. 
La vera stranezza non era il caldo torrido laddove doveva esserci il gelo polare, ma proprio l'assenza di qualsiasi altra cosa nel cielo.
Ricordo ancora le parole del Comandante, mi hanno fatto gelare il sangue nelle vene nonostante il caldo:
"No sun", disse, con un pesante accento. E per una volta nei suoi occhi ho letto lo stesso spavento che provavamo io e Keller. Cercava di dissimularlo, ma l'ho visto lo stesso.
Ho sollevato nuovamente lo sguardo e ho setacciato la volta celeste alla ricerca dell'unico elemento che avevo dato per scontato al punto da non notarne l'assenza.
"No sun". Niente sole.
E' assurdo. Ancora adesso, mentre lo sto scrivendo, mi pare tutto assurdo. E' quasi mezzanotte e il buio è tornato a calare su di noi, come se il sole fosse tramontato normalmente. Solo che non c'è stato nessun sole. Mai, in nessun momento della giornata.
Abbiamo speso ore ed ore ad osservare il cielo, ma non siamo riusciti a scorgerlo da nessuna parte.
Ora penserete che sono pazzo, o che si sarà trattato di qualche fenomeno naturale rarissimo ma perfettamente spiegabile. Swanson è di questa opinione, anche se non ha saputo dirci di cosa si tratta. E' tutta la sera che si è chiuso in camera con i suoi libri e non vuole vedere nessuno.
Lo so che adesso mi prenderete in giro e direte che ho le traveggole, ma so quello che ho visto. Forse si tratta di qualcosa di perfettamente naturale, come dice Swanson, ma parola mia ho avuto veramente paura.
Senza contare che ormai ci muoviamo ad una velocità ridicola da giorni e che la terra sembra scomparsa da questa regione di mare.
Dove diavolo siamo? Quando potremo rivedere la terraferma?
Non so, ho i nervi un po' scossi e ho una voglia matta di scendere dalla nave.

mercoledì 4 maggio 2011

La quiete dopo la tempesta

Oggi il clima si è acquietato. La tempesta è finalmente cessata e la nave procede lentissima in una direzione che non ci è dato di sapere. Il Comandante Olsen non si degna comunicare niente, quindi non sappiamo se le bussole ora funzionano o se hanno riparato il GPS. La Arctic 71 procede pigramente per via dei guasti, tagliando le onde del mare calmo.
Il cielo è ancora coperto, ma dopo i fulmini di ieri notte ora sembra meno minaccioso. Swanson sostiene che se tutto va bene domani dovremmo vedere il sole. E se va ancora meglio la terraferma.
Con Ingrid c'è un bel rapporto, anche se vorrei puntualizzare che tra di noi non c'è assolutamente NIENTE, quindi smettetela di mandarmi mail con domande pressanti, capito Luca? ;)
Scherzi a parte, si sta instaurando un bel rapporto con l'intero personale scientifico. Cerchiamo di stare uniti tra noi il più possibile, visto che i marinai e gli ufficiali non sembrano molto propensi al dialogo.
Quantomeno una volta arrivati alle Svalbard (speriamo presto) avrò già qualche amico!

martedì 3 maggio 2011

Tempesta di Fulmini

Questo braccio di mare di cui si parla così poco continua a stupirmi. La perturbazione che riversa da ore una pioggerella finissima sul ponte della nostra nave si è trasformata in una spettacolare tempesta di fulmini. Ne avevo già vista una, una volta, sulla riviera calabrese, in provincia di Cosenza. Era impressionante, ma questa la supera abbondantemente. Il cielo è illuminato continuamente come fosse giorno, ma la cosa davvero inquietante è la totale mancanza di tuoni. I fulmini disegnano un reticolo luminoso tra le nubi, ma a noi non arriva nessun suono che non sia il rombo profondo del mare agitato. Non mi sembra naturale, ma immagino che le mie conoscenze in materia siano piuttosto scarse. Domani chiederò a Swanson.
Mi mette davvero i brividi e non mi vergogno a scriverlo. 
C'è una finestra sul ponte superiore. E' molto più ampia dell'oblò della mia cuccetta e mi fornirebbe una visuale migliore, magari potrei fare qualche fotografia.
Chiederò a Ingrid se vuole venire con me, così ne approfitterò per conoscerla un po' meglio.

Falso allarme

Non ho scritto niente ieri perché l'allarme si è rivelato falso. Chiedo scusa a chi mi segue se vi siete preoccupati, ma ero distrutto e ho preferito buttarmi sulla branda.
Sembra che qualcuno abbia inavvertitamente fatto scattare l'allarme nel blocco 7 di poppa, vicino alla sala motori. Visto che ci sono stati diversi problemi in quell'area negli ultimi giorni, abbiamo pensato tutti che si fosse rotto qualcos'altro.
Fortunatamente sembra che la sirena sia scattata da sola (o che l'abbia azionata qualcuno che poi ha pensato bene di defilarsi). Il Comandante Olsen ha rimproverato aspramente la ciurma dall'altoparlante e ha affermato che se una cosa simile dovesse verificarsi nuovamente rivolterebbe la nave per trovare il responsabile.
In ogni caso la situazione oggi sulla Arctic 71 è stazionaria. Fuori la tempesta continua ad infuriare e la terra ancora non si vede.
Ormai questa storia sta sfiorando il ridicolo...quando arriveremo a destinazione inoltrerò una protesta formale alla compagnia cui fa capo questa bagnarola...

lunedì 2 maggio 2011

Ancora??

Neanche ho finito di scrivere il post precedente che sulla nave è scattato di nuovo l'allarme! Avremo mai un po' di pace?
...
Corro a vedere che è successo stavolta!

Pioggia

Pioggia, vento e onde alte due metri. La nave si muove ad una velocità deprimente e il continuo andar su e giù provoca nausea anche in chi, come me, non soffre per nulla il mal di mare. L'umore generale rispecchia in toto il clima.
Abbiamo passato una giornata uggiosa chiusi nella pancia del mostro, passando svogliatamente da una partita a scacchi ad una a carte, da un discorso sul cinema 3D ad uno sugli organismi intrappolati nei ghiacci del polo.
Persino Van der Meer, solitamente divertente e loquace, ha passato la giornata a letto, partecipando alle conversazioni solo di tanto in tanto.
Swanson dice che domani il tempo dovrebbe migliorare, ma guardando i nuvoloni bassi e neri, fuori dal mio oblò, non mi sembra una previsione molto attendibile.
Comincio ad impazzire, qui dentro.

domenica 1 maggio 2011

Danni

L'onda anomala di ieri non è stata totalmente indolore. nonostante l'abilità dell'equipaggio e la robustezza della nave, la Arctic 71 ha riportato ulteriori danni alla sala macchine e alla stiva numero 3. E dire che eravamo appena riusciti a ripararla...
Nonostante tutto, fortunatamente, l'integrità strutturale non è stata compromessa, così come l'effettiva capacità di manovra e di navigazione. Siamo già ripartiti da un paio d'ore, ma ancora non abbiamo alcun punto di riferimento all'orizzonte. Le bussole non funzionano, così come il sistema satellitare.
Nessuno di noi riesce ad immaginare da cosa dipenda, ma non è una buona notizia. Swanson ha detto che il Comandante è preoccupato perché all'improvviso sembra saltato tutto. La radio apparentemente funziona, ma l'ufficiale addetto ha provato e riprovato a contattare la guardia costiera o il soccorso marittimo senza alcun successo.
Cosa diamine succede?
Non abbiamo modo neppure di orientarci con il sole o con le stelle, almeno finché questo tempo non cambierà.
Da quello che ha detto Swanson il Comandante ritiene opportuno muoverci comunque. Prima o poi avvisteremo qualche lembo di terra all'orizzonte e potremo gettare le ancore e fare il punto della situazione.
Sarei quasi tentato di lanciare un S.O.S tramite questo stesso blog, ma preferisco aspettare ancora un po'. Anche Swanson è d'accordo. Speriamo bene.